La strage è il grande colpo preventivo contro la strategia di Petraeus in Afghanistan

Mumbai. Gli attentati, le sparatorie, le esplosioni e i rapimenti costati la vita a quasi centosessanta persone a Mumbai non sono soltanto l’attacco dei terroristi islamici al più grande paese indù dell’Asia. Sono il colpo di maglio di al Qaida contro i nuovi piani americani, cominciati con George W. Bush e ora in fase di passaggio a Barack Obama.
28 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 09:43 | 19 AGO 20
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Mumbai. Gli attentati, le sparatorie, le esplosioni e i rapimenti costati la vita a quasi centosessanta persone a Mumbai non sono soltanto l’attacco dei terroristi islamici al più grande paese indù dell’Asia. Sono il colpo di maglio di al Qaida contro i nuovi piani americani, cominciati con George W. Bush e ora in fase di passaggio a Barack Obama, per liberare l’Afghanistan e stanare i qaidisti nascosti fra le montagne dell’Hindu Kush, al confine con il Pakistan. A Washington, Obama ha già messo assieme un Gabinetto di guerra che non assomiglia per niente a un circolo liberal. Il capo delle operazioni è David H. Petraeus, il generale del surge, la strategia che ha permesso agli Stati Uniti di vincere la guerra in Iraq e restituire il paese al governo – democraticamente eletto – di Baghdad. All’inizio di novembre è volato a Kabul e Islamabad per incontrare i due capi di stato, Hamid Karzai e Asif Ali Zardari. Il suo viaggio segna il cambio di passo della Casa Bianca a sette anni dall’inizio della guerra al terrore. Robert Gates è stato confermato segretario della Difesa. La sua nomina è l’ok definitivo al generale del surge.
Per avere successo bisogna ottenere la collaborazione di Zardari, del suo esercito e dei suoi servizi segreti. Barnett Rubin, analista della New York University, dice che la Casa Bianca deve lasciare le tattiche del Grande gioco e mettere in pratica quelle del “Grand bargain”, del grande scambio: è tempo di stabilire nuove intese. Nella visita a Kabul, Petraeus ha detto che l’aiuto delle tribù afghane sarà decisivo per sconfiggere i soldati di al Qaida. Bisogna separare i pashtun dai miliziani islamici, marcare la differenza tra gli oppositori e i terroristi. A Islamabad ha parlato invece del processo di pace con l’India. Si tratta di un passaggio fondamentale nella strategia americana, tanto che il presidente eletto vorrebbe Bill Clinton come inviato speciale nella regione. India e Pakistan, due potenze nucleari divise da un confine bollente che si chiama Kashmir, hanno combattuto tre guerre in meno di sessant’anni. La Cia e l’intelligence di Nuova Delhi hanno prove sufficienti per dimostrare che i servizi segreti di Islamabad appoggiano gli attacchi dei terroristi islamici. Come quello del 7 luglio a Kabul, quando un kamikaze si è fatto esplodere di fronte all’ambasciata indiana uccidendo quaranta persone. Come quello di mercoledì al Taj Mahal, dice il Times of India, citando fonti del governo. Islamabad respinge le insinuazioni e accusa l’India di armare gli indipendentisti del Baluchistan. Nei giorni scorsi l’esercito avrebbe sequestrato più di settecento razzi acquistati con i soldi di Nuova Delhi.

La prima volta del capo dell’Isi a Nuova Delhi
Il Pakistan si sente schiacciato tra due fronti. Al confine con l’Afghanistan ci sono gli eserciti della Nato e i micidiali sconfinamenti dei droni americani. Al confine con l’India, un milione di soldati e di carristi sembrano sempre pronti a invadere il paese. Come se non bastasse, Kabul e Nuova Delhi hanno ottimi rapporti. E’ un’alleanza più minacciosa di una guerra. Soltanto la presenza dei talebani in Afghanistan rassicura i complessi di Islamabad. Petraeus vuole convincere Zardari che la lotta ai terroristi viene prima del confronto con Nuova Delhi. Se ci sarà un accordo di pace, sanno alla Casa Bianca, il Pakistan non appoggerà più i terroristi. A breve Ahmed Shuja Pasha, il direttore generale dell’Isi, andrà in India. E’ la prima volta che c’è un incontro a così alto livello. In gioco non ci sono soltanto le relazioni fra i due paesi, ma la nuova strategia americana contro al Qaida.